NASCITA E FAMIGLIA

Meropio Ponzio Anicio Paolino  nacque nel 354 a Bordeaux in Francia. Dei suoi genitori non conosciamo neppure il nome . Essi però erano discendenti da illustre famiglia senatoriale e consolare. Suo padre era prefetto della Provincia di Aquitania, una delle quattro in cui si divideva la Gallia.

La famiglia era ricchissima e aveva vasti possedimenti. Secondo Ausonio, l’ultimo poeta classico e maestro di Paolino questi possedimenti erano veri regni, <Paulini regna>, sparsi nell’Aquitania, nella Gallia Narbonese, nella Spagna, a Fondi presso Gaeta, e specialmente a Nola.

EDUCAZIONE

Era celebre in quel tempo l’Università di Bordeaux, centro di severi studi. In essa insegnava tra gli altri il poeta Ausonio, amico personale del padre di Paolino. Naturalissimo quindi che il prefetto dell’Aquitania affidasse suo figlio alla cura di Ausonio. Paolino viene educato alla severità degli studi e soprattutto alla poesia. Studiò legge e i sistemi filosofici di allora, studiò fisica e dopo la conversione approfondì le sacre Scritture, tanto da essere consultato dallo stesso Sant’Agostino. A quindici anni Paolino quando il maestro lo lascia per seguire la corte dell’imperatore a Milano, ha già completato la sua istruzione letteraria. 

 SENATORE  E GOVERNATORE DELLA CAMPANIA  

A poco più di venti anni, egli, per interessamento di Ausonio, che era il factotum nella corte di Milano, potè ben presto essere annoverato tra i seicento senatori, correva l’anno 378. Uscito di carica gli spettava il governo di una provincia senatoriale ed egli scelse la Campania. In Campania fu governatore esemplare. Anziché stare a Capua, preferì Nola dove era venerato San Felice.La tomba di San Felice, pur non ancora cristiano, fù il suo punto di riferimento. Prima di partire per l’Aquitania, egli alla maniera pagana, con bizzarra cerimonia, un giorno si taglia la barba e la consacra a San Felice. La consacrazione è simbolica.

MATRIMONIO, BATTESIMO E MORTE DEL PICCOLO CELSO

 Conosce a Barcellona ,Terasia donna  ricca e bella, ma quello che più preme, è buona, è già cristiana e battezzata. Essa è stata per Paolino la vera consorte, sua compagna nelle gioie e nei dolori della vita, sarà appunto Terasia a guidare Paolino sulla strada di Cristo. Nel 389 a 35 anni, nella chiesa di Bordeaux, solennemente ricevette dal vescovo Delfino, il Battesimo. Nel 392 nacque Celso ma appena dopo otto giorni morì. Paolino e Terasia ne hanno l’animo spezzato, è  con la morte del piccolo che il rifugio in Cristo è ormai completo.    

ORDINATO SACERDOTE, RITORNO A NOLA, MORTE DI TERASIA  

 Il giorno di Natale del 393 Paolino si trova a Barcellona, mentre era  raccolto in chiesa ad assistere alla Messa, il popolo invoca : < Paolino sacerdote!…>. Voce di popolo, voce di Dio… Paolino piega la testa…ubbidisce. Paolino decide di non restare a Barcellona ma di esercitare a Nola  presso la tomba del suo caro Felice. Appena arrivato, Paolino si ammalò gravemente. Guarito, dopo lungo tempo, per opera di Felice, egli inizia la sua vita nuova.  Il santuario di Felice in origine era assai modesto. Egli fà sorgere un’altra Basilica, più bella e sontuosa. Ne solo la basilica fa sorgere Paolino , ma chiostri, con colonne, magnifiche fontane, tutto per accogliere meglio i migliaia di pellegrini che ogni anno si recavano presso l’ara di San Felice. Tra il 409 e il 414 moriva Terasia. La sua morte è avvolta nell’ombra.    

PAOLINO VESCOVO,  INVASIONE DI ALARICO IN CAMPANIA

Nell’estate del 410 una spaventosa notizia si diffuse nell’Italia : il 24 Agosto Alarico era entrato a Roma e l’aveva saccheggiata. Moriva in quell’anno Paolo, il vecchio Vescovo di Nola e .Alarico è alle porte della città. Il popolo, come quello di Barcellona, grida:<Paolino Vescovo!>. Quello non era il momento di scappare, egli accettò. Nola è presa e devastata dai Goti, la maggior parte degli abitanti sono fatti prigionieri.  

 PRIGIONIA IN AFRICA

 La carità di Paolino fu magnifica in quei giorni, vendette tutto per riscattare i prigionieri, finanche la sua croce episcopale. Quando non ebbe più niente, per riscattare l’unico figlio di una povera vedova , non gli restò che offrire se stesso ai barbari invasori. Paolino condotto in Africa curò il giardino nel suo padrone, che resto stupefatto per i prodigi che il suo nuovo giardiniere era capace di fare. Ma un giorno Paolino profetizzò l’imminente morte del re al suo padrone, venne così condotto innanzi al regnante, il quale quando lo vide iniziò a tremare : quell’uomo era lo stesso, che in sogno presiedeva un tribunale di giudici contro di lui. Interrogato Paolino dovette ammetere di essere il vescovo di Nola . Il padrone ormai intimorito gli disse : < dimmi quello che vuoi e ti sarà dato!.>, Paolino rispose :<Non ti domando che una sola cosa; rendi liberi con me tutti i miei compatrioti che sono qui>. Tutti i nolani furono liberati e rimandati nel loro paese ,con navi cariche di grano.    

IL RITORNO IN PATRIA DI PAOLINO CON TUTTI I NOLANI

 Tutta Nola andò incontro, sulla spiaggia di Torre Annunziata, al suo vescovo, e ai suoi prigionieri. Tutti erano venuti  con fiori, tutte le arti della città unitamente a tutto il popolo , con gigli specialmente, e tutti…li agitavano, con indicibile entusiasmo. E la tradizione rimase…pia ,solenne, riconoscente a Paolino. Ogni anno nella domenica dopo il 22 Giugno, Nola si anima di un insolito fervore, Le grandi piramidi di legno, in origine candidi fiori, e la ricostruzione di un vascello rievocano la scena della prigionia e del ritorno di Paolino dall’Africa.   

MORTE DI PAOLINO

 Correva l’anno 431, ecco il racconto di Uranio discepolo di Paolino sulla morte del Santo :<Così trascorso il giorno, venne la notte. Fin quasi mezzanotte egli riposò un poco, ma poi il dolore al lato destro, unito a quello delle troppe punture di fuoco, lo svegliò e, fino alle cinque respirò penosamente. All’alba il santo uomo volle osservare tutte le sue abitudini. Furono chiamati intorno a sé i preti, i diaconi e tutti i chierici, rivolse loro un’istruzione sullo spirito di pace e più tardi, appena capì che era giunta l’ora della preghiera serale, distese le braccia, cantò  con voce lenta. Poi si fece silenzio, e verso le quattro del mattino nel 22 giugno, mentre i presenti vegliavano, parve a un tratto che un violento terremoto scuotesse la cella,  e tutti quelli che stavano intorno al letto si gettarono in ginocchio per pregare. Fu in quel momento che, sulle ali degli angeli Paolino rese l’anima a Dio. Fu seppellito come suo desiderio accanto alla tomba di San Felice.

LE OPERE DI PAOLINO

Oltre ad essere una grande guida spirituale, Paolino è stato anche un grande poeta e letterato . Sono giunte fino ad oggi diverse opere , annoverandolo tra i maggiori della letteratura cristiana. Queste opere sono racchiuse in XXXII <Carmina Natalicia>,  ove in eleganti versi racchiude il grande amore per San Felice e Cristo. Inoltre diverse sono le lettere, ne conosciamo 52 , con le quali consolidava i suoi legami di  stima e amicizia con i noti personaggi del suo tempo : Sant’ Agostino; Sulpicio Severo, Amando, Alipio, Romaniano, Delfino ecc. Tra le opere non letterarie , oltre alle già citate basiliche paleocristiane di Cimitile da lui ampliate e abbellite, merita una nota, la tradizione che vuole Paolino inventore delle campane e quindi della costruzione del primo campanile della cristianità, infatti, nell’antichità le campane si chiamavano “NOLAE”.              

                    Mons. Renzullo 

LE SPOGLIE MORTALE DI SAN PAOLINO

Per quattrocento anni circa le ossa di San Paolino riposarono con quelle di di San Felice, nella sua Basilica a Cimitile. Nel’ 829 Sicardo, duca longobardo prende il corpo di San Paolino, per arricchire la cattedrale di Benevento. Fino al mille stettero a Benevento. In quel tempo Ottone III, passando per Benevento, espose il desiderio di avere il corpo di San Bartolomeo, per arricchire una chiesa che sorgeva nell’isola del Tevere a Roma, ma gli furono consegnate quelle di San Paolino. dal 1557 al 1601, le reliquie stettero nel Vaticano, nel 1601 le reliquie furono quindi accolte nella Chiesa di San Bartolomeo nell’ isola Tiberina. Nel 1909 il 15 maggio il papa Pio X fa trasportare in Vaticano L’una di  piombo e personalmente la consegna all’allora vescovo di Nola Mons. Renzullo. Entrarono così, nella sua città,  con gran tripudio di gioia del popolo Nolano, le reliquie del tanto amato santo.   

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